Bando 2013 per il Servizio Civile

Simbolo_Servizio_Civile_Nazionale[1]Finalmente è stato pubblicato il bando per il Servizio Civile!

Se avete tra i 18 e i 28 anni, e se magari volete vivere un’esperienza di volontariato all’estero di ben 12 mesi, fateci un pensierino.

Si cercano 8.116 volontari, di cui 502 da impiegare all’estero.

Avete tempo sino alle ore 14:00 del 4 novembre 2013.

Nel seguente link potete selezionare il Paese in cui vi piacerebbe fare volontariato, e leggere così i progetti che verranno realizzati: Banca dati progetti

Ecco qui il PDF del bando nazionale, in cui potete leggere i requisiti richiesti e le modalità di presentazione della domanda, e tutto il resto: Bando Nazionale

Ed ecco la lista degli enti presso cui potete presentare la candidatura, con numero di posti disponibili e sito web.

Art. 7 del Bando Nazionale
Volontari in servizio civile all’estero
Per i volontari impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile all’estero, in aggiunta all’assegno mensile di 433,80 euro spettanti ai volontari in servizio civile in Italia, è prevista una indennità estero di euro 15 giornalieri, che sarà corrisposta per il periodo di effettivo servizio all’estero. La predetta indennità aggiuntiva non è corrisposta durante i periodi di servizio (compresi quelli dedicati ad attività formative) in cui i predetti volontari si trovano nel territorio nazionale e durante i periodi di permesso anche se fruiti all’estero. Parimenti detta indennità non è corrisposta ai giovani in possesso della cittadinanza italiana, che risiedono nel Paese dove si realizza il progetto. Nel caso di malattia all’estero l’indennità di euro 15,00 è corrisposta per i primi 15 giorni. E’ altresì previsto un contributo giornaliero fino ad un massimo di 20 euro per il vitto e l’alloggio, che viene corrisposto all’ente di impiego, durante il periodo di effettiva permanenza dei volontari all’estero. Esclusivamente per i progetti all’estero, presentati da Amministrazioni dello Stato che non prevedono i servizi di vitto e alloggio, i volontari riceveranno direttamente dal Dipartimento il contributo di cui sopra. Detto contributo, la cui misura è stabilita dal Dipartimento in relazione alle disponibilità del Fondo, non ha natura retributiva ma rappresenta un concorso alle spese di soggiorno. Le spese di trasporto per complessivi due viaggi di andata e ritorno dall’Italia al Paese estero di realizzazione  del progetto sono anticipate dall’ente che realizza il progetto e rimborsate dal Dipartimento.

Bando del servizio civile, ennesimo rinvio

Simbolo_Servizio_Civile_Nazionale[1]Se state impazzendo per trovare il bando 2013 del servizio civile, sappiate che non ancora non è stato pubblicato. Era previsto entro la fine di settembre, ma è slittato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.
Su Internet è persino nata una petizione lanciata dall’AISEC (Associazione Italiana Servizio Civile),  che si rivolge al Governo, chiedendo chiarimenti e riforme. Parte del testo include quanto segue:

E’ importante ricordare che 15.000 giovani italiani – donne e uomini – in questo particolare momento economico che vede la disoccupazione giovanile nazionale ai massimi valori storici,  potrebbero ricevere un rimborso di € 433,88 al mese per un anno potendo operare all’interno delle comunità e dei territori, portando servizi e supporto, attraverso i progetti di servizio civile nazionale.
Sarebbero i 92 milioni meglio spesi dal governo centrale, ma… il servizio civile nazionale in Italia sta morendo e il bando, oltre ad essere continuamente rinviato, seppur venisse pubblicato rischierebbe di esser bloccato.
[fonte]

Tra i vari motivi del rinvio, la questione sulla partecipazione o no al bando da parte dei giovani di origine straniera.

Cianuro versato nelle pozze d’acqua: così agiscono oggi i bracconieri

L’ultimo stratagemma dei bracconieri: avvelenare le pozze d’acqua gettando cianuro. Ecco come sono morti, pochi giorni fa, più di 80 elefanti, di cui i bracconieri bramavano le zanne. Niente di più facile. Una strage enorme, crudele, indiscriminata. Hwange-National-ParkOltre agli elefanti, sono morti tutti gli altri animali che si sono abbeverati in quella pozza: i carnivori che si sono nutriti delle carcasse, nonché piccoli animali. La pozza è frequentata anche da giraffe, zebre e bufali. È accaduto in Zimbabwe, nel Hwange National Park. Il numero degli elefanti morti in realtà è incompleto, perché risale alla visita del Ministro dell’ambiente avvenuta il 24 settembre; diversi esemplari infatti sono morti successivamente.
Sono stati arrestati nove bracconieri. Questo parco è grande quanto la metà del Belgio, eppure sono soltanto 50 i ranger che ne pattugliano il territorio, a piedi e con scarsi mezzi di comunicazione, rischiando ogni giorno la vita.
All’inizio del mese, sempre all’interno dello stesso parco, furono trovati morti 40 elefanti.
Ci sono cifre discordanti riguardo il numero di elefanti uccisi lo scorso anno: c’è chi dice 25.000, e c’è chi ne stima addirittura 36.000. Il numero preciso rimarrà sconosciuto, in quanto purtroppo sono molti – troppi – i bracconieri che riescono a farla franca esportando le zanne sul mercato nero.

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• Per approfondire: Il servizio del TG1
• Miei articoli correlati: Traffico di avorio: per cosa muoiono gli elefanti?

La strage dei rinoceronti

Rhino-DaySniffati come se fossero droghe, ecco uno dei motivi per cui avviene la strage di rinoceronti.
All’inizio del XX secolo vi erano nel mondo 500.000 rinoceronti, attualmente ve ne sono 29.000.
Oggi è la giornata mondiale del rinoceronte. Si celebrano le cinque specie rimaste: rinoceronte bianco (20.000 esemplari), rinoceronte nero (5.000), rinoceronte indiano (3.000), rinoceronte di Sumatra (meno di 100), rinoceronte di Java (40).
rhinoIl mercato nero chiede ogni giorno nuovi corni, si stima che venga ucciso un rinoceronte ogni 14 ore.  Li stanno sterminando a migliaia, come purtroppo avviene per tante altre specie. Oltre al bracconaggio, altre minacce sono costituite dalla perdita dell’habitat, nonché conflitti politici dove le guerre civili non permettono di vigilare sul bracconaggio (Congo, Zimbabwe, ed anche il Nepal in Asia).
Medicina tradizionale asiatica, gadget, polvere da sniffare. Sono questi i motivi per cui i bracconieri gli tranciano il corno mentre sono ancora vivi.

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Per approfondire:
http://www.worldrhinoday.org/
http://www.rhinoconservation.org/
http://www.savetherhino.org

La nostra Africa

Ecco un interessante racconto scritto dagli scout del Clan la Cordata, un gruppo di ragazzi veronesi che hanno vissuto di recente la loro prima esperienza di volontariato in Africa.

AFRICA DUEMILACREDICI

Dimmi, Papa Dembo, dimmi di che colore è l’Africa?

L’Africa, piccolo Chaka?

L’Africa è nera come la mia pelle,

è rossa come la terra,

è bianca come la luce di mezzogiorno,

è blu come l’ombra della sera,

è gialla come il grande fiume,

è verde come la foglia della palma.

L’Africa, piccolo Chaka, ha tutti i colori della vita.

Colori che anche noi, dopo un anno e mezzo di preparazione, abbiamo avuto la fortuna di ammirare.

All’ennesimo sobbalzo e suono di clacson, finalmente dopo qualche ora di sonno apro gli occhi. Alla mia destra, una distesa di terra rossa e arida, alla mia sinistra capanne, baracche, persone sulla strada e altre più all’interno, attorno a fuochi improvvisati e ravvivati da bambini di non più di tre anni. Ci siamo. Siamo in Africa! Vederla lì, a mezzo metro dal finestrino, mi fa pensare che un anno e mezzo di duro lavoro…

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Il rito del caffè: Italiano? No, Etiope.

caffeetiopiaUna leggenda etiope sulla scoperta del caffè narra che un pastore vide le proprie capre mangiare delle bacche, e la notte seguente tali animali, anziché dormire, correvano eccitate da tutte le parti. Lo stesso pastore andò poi a masticare le bacche, ritrovandosi più energico del solito. Ne parlò poi con monaco, che sparse la voce nei monasteri.
Per lungo tempo, infatti, il caffè è stato mangiato, e non bevuto!
Il caffè è nato infatti in Etiopia (si pensa che tale nome derivi dal nome “Kaffa”, una regione etiope), poi nel corso dei secoli è stato trapiantato in diverse aree del mondo, dall’America all’Asia. Tuttavia le piante americane hanno bisogno di fasi di lavorazione di cui il caffè etiope non necessita, in quanto in Etiopia tale pianta cresce naturalmente, cioè allo stato selvatico.
Caffe-EtiopiaIn Etiopia il caffè costituisce un vero e proprio rito tradizionale. La donna sparge dell’erba fresca sul pavimento, vicino agli ospiti; poi, in cucina, prende dei chicchi verdi di caffè e li fa tostare su un braciere, poi macina i chicchi col pestello. Aggiunge la polvere di caffè in una brocca d’acqua bollente. Quando il tutto è pronto, offre il caffè agli ospiti, per due volte di fila o persino tre. Si inizia con l’offire il caffè all’ospite più anziano, mentre l’ultima tazza, la più lenta e meno eccitante, la si dà ai bambini… Non sia mai che corrano indemoniati come le capre!

Nascere albini in Africa

albino

In Africa Orientale gli albini vengono considerati come dei demoni, vengono assassinati per dei riti di stregoneria, i quali includono diverse parti del corpo di queste persone. Le donne, prima di essere uccise, vengono stuprate in quanto si ritiene che, stuprandole, si guarisca dall’AIDS.
Abbandonati. Assassinati. Fatti a pezzi. Scuoiati. Questo è il destino di chi nasce albino in Africa: essere vittime sacrificali i cui corpi vengono utilizzati dagli stregoni.
Come se non bastasse, la Tanzania è il Paese ad avere la percentuale di albini più alta di tutto il mondo.
Gli albini vengono etichettati con epiteti di “demoni” e “fantasmi”, degli spiriti di morti reincarnati. Si ritiene che ogni anno avvengano diverse centinaia di assassini di persone albine, ma che solo un numero irrisorio di essi venga segnalato alla Polizia.
Spesso i genitori abbandonano i figli albini, in quanto la nascita di un bambino viene considerato un evento infausto, la madre può venire ripudiata dal marito, o vivere nella vergogna.
albino-africaL’ONU, nel marzo 2013, ha condannato queste pratiche, incitando il governo della Tanzania a prendere provvedimenti più forti. Nel 2010 Salum Khalfani Bar’wani è stato il primo albino ad essere eletto nel parlamento della Tanzania, una vittoria per tutti quanti.
In un articolo della BBC si leggono alcuni fatti di cronaca che descrivono le modalità alcune uccisioni: si apprende, ad esempio, di un bambino di 10 anni a cui è stato amputato un braccio mentre andava a scuola.
Di recente è sorta una speranza: il Kabanaga Protectorate Centre (nel nord-est della Tanzania), altrimenti noto ai locali come “la tribù dei fantasmi“, ospita attualmente 70 persone albine, dai neonati ai 60enni. Un rifugio per i perseguitati.

Vi propongo la visione di un video dell’ONU sugli albini in Tanzania:

Lalbinismo è una malattia congenita causata da un gene difettoso, in cui vi è la mancanza – totale o parziale – di pigmentazione melaninica della pelle, nell’iride e nei capelli.
Tutti questi morti, solamente per un gene imperfetto.

Kenya, la guerra per l’acqua e la scoperta di un mega-giacimento

Turkana (1)Alta tensione nel nord del Kenya, al confine con l’Etiopia, dove negli ultimi mesi si sono verificati decine di morti e 60.000 profughi a causa della guerra armata per il controllo dell’acqua. L’economia si è fermata, le persone sono costrette ad abbandonare le loro case, interi villaggi vengono abbandonati. L’origine della guerra è stata la costruzione in Etiopia di alcune dighe idroelettriche che diminuiscono la quantità d’acqua fluviale che va a finire in Kenya.  Turkana-life-twoTali dighe sono state realizzate per fornire energia al Kenya, ma, così facendo, le tribù del deserto stanno pagando un prezzo troppo alto. Loro l’energia elettrica nemmeno ce l’hanno, vorrebbero solo la loro acqua per sopravvivere. Avvengono giornalmente scontri tra tribù storicamente rivali.

Niente acqua vuol dire niente agricoltura. Niente agricoltura, niente cibo. Niente cibo, carestia. Malnutrizione. Malattie. Morte. Si tratta di un letale circolo vizioso originato dalla scarsità d’acqua.

unesco waterIn questo tragico contesto di guerra, è avvenuta una scoperta sensazionale: è stata rilevata la presenza di 250 miliardi di metri cubi d’acqua sotto la superficie del deserto del Turkana, una delle aree più aride e povere dell’Africa, dove l’acqua è più preziosa del petrolio. Tale scoperta è stata realizzata dall’Unesco, tramite radar. Nella foto sulla sinistra, potete osservare un test effettuato dall’organizzazione.
Si prevede che nei prossimi anni non ci saranno più morti a causa della sete e della fame, ci sarà sviluppo socio-economico, accessibilità all’acqua, e quindi una migliore qualità di vita. Proprio l’anno scorso, nella stessa regione, era stato scoperto un giacimento di petrolio, il cui valore adesso sembra irrisorio rispetto alla scoperta di oggi.

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Un residente di Lokitipi, villaggio nel Turkana, ha dichiarato alla BBC: “Non avete idea di cosa ciò significhi per la popolazione. Dopo anni di emarginazione, la nostra fortuna è finalmente cambiata. Prima con il petrolio e adesso con l’acqua dolce, decisamente migliore dell’acqua salata del Lago Turkana”.

Adesso il Governo deve lavorare affinché tale acqua emerga dal sottosuolo. Nella speranza che questa scoperta possa cambiare le cose a vantaggio di tutti, e che gli scontri tribali possano terminare.

Rapporto Onu 2013 sulla felicità mondiale

Cover_graphic[1]Il rapporto 2013 della Commissione ONU “Sustainable Development Network” parla della classifica mondiale della felicità. In 156 interessanti pagine, il benessere di ogni singolo Paese viene rapportato con ricerche (effettuate da pezzi grossi di un’importante università americana, consiglieri di Ban Ki-Moon ) nel campo dell’economia, della psicologia, nonché varie statistiche e sondaggi.

Alla popolazione di 150 Paesi è stato chiesto infatti di valutare da zero a 10 il proprio livello di felicità, basandosi sui seguenti dati: aspettativa di vita, percezione del livello di corruzione, PIL procapite, libertà di effettuare scelte di vita, supporto sociale (ossia il conforto socio-emotivo apportato da famiglia e amici), generosità.

smiling_africaEcco qualche dato curioso e interessante che ho tratto dal rapporto.

Questi dati premiano al primo posto la Danimarca (7,69 come livello di felicità). Ad essa seguono: Norvegia, Svizzera, Olanda e Svezia.

I fanalini di coda sono occupati da paesi Africani. La Guinea si piazza infatti al 150° posto (3,8), seguita da Tanzania, Ruanda, Burundi, Repubblica Centraficana (tutt’e tre con 3,7), Benin (3,5), Togo (addirittura solamente 2,9!).

Rispetto al rapporto 2005-2007, nel 2010-2012 aumenta la felicità in Sud America e Sud-Est Asiatico. Molto meno felici, rispetto al rapporto precedente, si è invece nel Sud dell’Asia e nell’Africa centro-orientale e del Nord.

L’Africa Sub-sahariana è adesso un po’ più felice, ma si piazza nei “posti più tristi”. 

Parliamo di adesso di PIL pro capite. Quello più alto si registra in Nord America (grossomodo stabile), seguita dall’Europa occidentale, quello più basso in Africa Sub-sahariana (dove invece il PIL pro capite è leggermente aumentato).

smiling children vietnamSupporto sociale. La percezione massima nel 2005-2007 si registrava in Nord America, mentre oggi l’Europa occidentale è un pochino più avanti. Il dato interessante è che in entrambe le aree il trend è in diminuzione. Quello più basso si registra in Asia del sud.

Percezione della corruzione. Il “picco fraudolento” si trova in Europa centro-orientale e nei Paesi del Commonwealth, quello più basso in Nord America ed Europa occidentale.

Generosità nelle donazioni. I più generosi si trovano nell’area del Nord America e nel Sud-est Asiatico. I più taccagni in Asia orientale.

Libertà nelle scelte di vita. Testa a testa tra Nord America e Sud-est asiatico. La cosa più interessante è che questa libertà in Nord America sembra essere molto diminuita, mentre nell’altra area è in rialzo. Leggermente diminuita anche in Europa occidentale. Un grosso aumento si denota nell’Africa Sub-sahariana.

Nel capitolo 3 si legge che i più depressi e ansiosi si trovano in Nord Africa e Medioriente.

smilingMolto interessante il capitolo 5: “ripristinare i valori etici nella ricerca della felicità” [p. 81]. Vi consiglio di leggerlo interamente, ne estraggo un breve passaggio:
«Cosa rende la gente felice? Gli economisti in genere dichiarano che la risposta sia alto reddito e consumi. I sociologi enfatizzano la qualità del supporto sociale inteso come la rete di famiglia e amici. Gli psicologi sottolineano l’importanza della personalità, salute mentale e lo stato mentale dell’individuo. Molti filosofi morali e leader religiosi hanno suggerito che la virtù sia la chiave per la felicità, un approccio talvolta chiamato etica delle virtù.
Di questi fattori, è la dimensione etica ad essere sottovalutata più spesso nei dibattuti attuali sul benessere».

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Per approfondire:

http://unsdsn.org/happiness/
WorldHappinessReport2013.pdf

Canidi africani a rischio di estinzione

lupoetiope1È il carnivoro più minacciato dell’Africa. Delle otto specie di canidi attualmente a rischio di estinzione, il lupo etiope (Canis simensis) è quella più in rara: ne rimangono solamente sei popolazioni, divise in 500 esemplari, che vivono su alcuni altopiani dell’Etiopia. Il loro habitat, già di per sé di ridottissima estensione (dei puntini minuscoli sulla mappa etiope), viene ulteriormente ristretto dagli insediamenti umani. Oltre alla minaccia umana, i lupi etiopi subiscono il contagio di malattie trasmesse dal cane domestico (rabbia, cimurro, parvovirosi), ibridazione con appunto i cani domestici, nonché popolazioni troppo lontane tra di loro.
L’Ethiopian Wolf Project è un progetto atto a proteggere questa specie tramite monitoraggio e ricerca, vaccinazioni, etc.

La riduzione dell’habitat naturale da parte dell’uomo ha effetti pesantissimi: i carnivori, che prima convivevano ignorandosi tra loro, o al massimo rubandosi le prede a vicenda, arrivano a concorrere tra di loro per le prede in maniera più spietata, cacciarsi a vicenda (si sono verificati infatti casi di leoni che attaccano ghepardi!), e a invadere gli insediamenti umani in cerca di bestiame, per cui contadini e allevatori uccidono gli animali selvatici. Per non parlare del bracconaggio e degli incidenti stradali.

licaoneIn questo contesto di carnivori in lotta tra di loro, il licaone (Lycaon pictus) è più debole di altre specie, tra cui ad esempio leoni e iene. La popolazione di licaoni è passata da 500.000 a 3.000 esemplari (rimasti in Tanzania, Zimbabwe, Botswana e Sudafrica, mentre prima erano diffusi in 39 Paesi). Praticamente decimati.
Painted Dog Conservation si occupa di preservare la popolazione di licaoni presente in Zimbawe, tramite monitoraggio dei branchi tramite radiocollari, reintroduzione in natura, unità anti-bracconaggio, costruzione di una clinica veterinaria, etc.