logo-aids[1]Nei giorni scorsi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme secondo cui negli tempi vengono utilizzate meno le misure preventive contro l’AIDS. Al contempo il “Wellcome Trust” (una grossa fondazione di ricerca) ha dichiarato che nei prossimi decenni si prevede una nuova pandemia, causata dalla proliferazione di ceppi di HIV più resistenti ai farmaci. Un discorso simile vale anche per la malaria. Per tale motivo la fondazione, tramite un articolo pubblicato sulla nota rivista “Nature”, ha invitato i leader mondiali a creare un’organizzazione mondiale per fronteggiare tale minaccia.

Tra qualche giorno si terrà a Melbourne, in Australia, la conferenza mondiale sull’AIDS, durante la quale cui si discuterà sui progressi scientifici nella lotta contro questa epidemia
mondiale.
Durante questa conferenza verrà annunciata una scoperta promettente: a tre neonati è stato somministrato un farmaco dopo poche ore dalla nascita; in essi i medici non trovano più tracce del virus. Ma non è detto che siano davvero guariti: per scoprirlo bisognerebbe infatti interrompere la terapia e osservare ciò che accade dopo.

Già lo scorso anno negli USA era stata diramata la notizia di una bambina sieropositiva guarita dalla malattia, trattata con farmaci antiretrovirali dal secondo giorno di vita sino all’anno e mezzo di età. Lo scopo era quello di impedire l’infezione permanente. Dopo un anno dalla sospensione della terapia non c’erano segni del HIV e il fatto fece il giorno del mondo, ma ieri è stata diffusa la notizia dell’amara sorpresa: il virus è tornato, più aggressivo di prima. Adesso bisogna capire dove si stesse nascondendo il virus, ma soprattutto verrà annullato l’inizio della sperimentazione  della terapia.

aids2014melbourne[1]L’UNAIDS (il Programma delle Nazioni Unite per l’AIDS) all’interno del rapporto 2013  ha stimato che in tutto il mondo le persone affette da HIV siano più di 35 milioni. Tra di essi, coloro che hanno accesso alla terapia sono solamente 9,7 milioni.
Il numero dei contagi e di morti legate all’AIDS è altissimo.
Nell’Africa subsahariana fortunatamente il contagio annuale è diminuito del 40% rispetto ad un decennio fa, mentre le morti collegate all’AIDS sono calate del 22%. Tuttavia questo trend positivo non accade ad esempio in Asia, dove le morti sono più che raddoppiate.

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