Tanzania2014È partito nei giorni scorsi il container dell’associazione Carlo Lwanga Onlus (di cui faccio parte), con destinazione Tanzania. Lungo ben 12 metri, il container contiene aiuti umanitari di vario genere, stipati come sempre in maniera fitta e precisa. Ricordiamo ad esempio un trattore destinato alla realizzazione dell’orto della scuola superiore femminile di Mtwango, allo scopo di rendere la scuola il più possibile indipendente dal punto di vista delle provviste alimentari. Come ogni anno, il container contiene materiale destinato ai bambini orfani ospitati dalle varie missioni delle Suore Collegine, tra cui per l’appunto alimenti non deperibili (pasta, riso, legumi), articoli di cancelleria, vestiario, giocattoli, etc. Esso contiene anche attrezzatura e medicine destinate all’ospedale della missione di Changarawe e del dispensario della missione di Mtwango.

Prima di arrivare a destinazione, il container farà scalo in diversi porti. Partito da Trapani, arriverà prima a Malta, poi negli Emirati Arabi. Da lì arriverà a Mombasa, in Kenya. Infine approderà a Tanga, in Tanzania. Verrà caricato su un camion, il quale percorrerà 820km, attraversando le perigliose strade della savana, sino ad arrivare alla destinazione finale di Mtwango. Le responsabili delle varie missioni si recheranno a Mtwango per la equa spartizione degli aiuti umanitari tra le diverse strutture.

Le Suore Collegine infatti gestiscono in Tanzania cinque diverse missioni, quelle che ho visitato durante la mia permanenza in Africa. La missione di Tanga è un orfanotrofio che accoglie bambini malati di AIDS; può vantarsi di essere uno dei due istituti tanzaniani più avanzati nel trattamento di questa malattia in età infantile. La missione di Morogoro gestisce una scuola elementare. La missione di Migoli ospita un orfanotrofio e una piccola scuola per sarte. La missione di Changarawe, a 3 km di distanza dalla missione precedente, è un vero e proprio ospedale; in esso tuttavia, a causa della povertà generale, vengono spesso a mancare le cose più basilari, quali i guanti in lattice (immaginate cosa voglia dire soccorrere un malato di AIDS a mani nude, il rischio contagio per il medico è alto). Abbiamo infine la missione di Mtwango; in tale missione è presente un orfanotrofio per ragazze adolescenti, un dispensario che è punto di riferimento per i malati del villaggio, e infine la scuola superiore femminile da noi realizzata, organizzata come un vero e proprio college (ancora in corso di completamento).

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  1. robidimarzio@virgilio.it ha detto:

    ciao,bravissima.io son partito e dopo un mese e mezzo sono rientrato .be’ una bella esperienza.davvero……

    mi son preso del tempo sabbatico in questi miei “primi” 50anni.

    adesso lavoro su e giu’ x il continente africano forte della mia esperienza.

    ciao ed auguri

    Roberto di marzio rappresentante x l’africa ires impianti fotovoltaici e pozzi acqua solari

  2. I Bruki ha detto:

    Ciao cara Elisa, mi chiamo Nadia e ti chiedo cortesemente di contattarmi privatamente. Per ora ti mando un “grazie” dal profondo del cuore per cio’ che sei e fai. La mia email: bruki13@gmail.com

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