caffeetiopiaUna leggenda etiope sulla scoperta del caffè narra che un pastore vide le proprie capre mangiare delle bacche, e la notte seguente tali animali, anziché dormire, correvano eccitate da tutte le parti. Lo stesso pastore andò poi a masticare le bacche, ritrovandosi più energico del solito. Ne parlò poi con monaco, che sparse la voce nei monasteri.
Per lungo tempo, infatti, il caffè è stato mangiato, e non bevuto!
Il caffè è nato infatti in Etiopia (si pensa che tale nome derivi dal nome “Kaffa”, una regione etiope), poi nel corso dei secoli è stato trapiantato in diverse aree del mondo, dall’America all’Asia. Tuttavia le piante americane hanno bisogno di fasi di lavorazione di cui il caffè etiope non necessita, in quanto in Etiopia tale pianta cresce naturalmente, cioè allo stato selvatico.
Caffe-EtiopiaIn Etiopia il caffè costituisce un vero e proprio rito tradizionale. La donna sparge dell’erba fresca sul pavimento, vicino agli ospiti; poi, in cucina, prende dei chicchi verdi di caffè e li fa tostare su un braciere, poi macina i chicchi col pestello. Aggiunge la polvere di caffè in una brocca d’acqua bollente. Quando il tutto è pronto, offre il caffè agli ospiti, per due volte di fila o persino tre. Si inizia con l’offire il caffè all’ospite più anziano, mentre l’ultima tazza, la più lenta e meno eccitante, la si dà ai bambini… Non sia mai che corrano indemoniati come le capre!

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