Vi siete mai chiesti da dove gli antichi Romani prendessero i leoni da mettere nei circhi?

berberoCostoro non si inoltravano nell’Africa subsahariana, perché bastava semplicemente arrivare nell’area del nord Africa.
Lì, infatti, si trovavano i leoni berberi.

Conosciuti anche come leoni dell’Atlante, vivevano nell’area degli attuali Marocco, Libia ed Egitto. Nella stessa area esistevano anche leopardi ed orsi, che ora non ci sono più.
Avevano la criniera più scura e folta dei leoni attualmente esistenti.
lion_algerieCon l’aumento della popolazione umana, quella dei leoni berberi andava diminuendo. Il rapporto era inversamente proporzionale, perché gli insediamenti occupavano i territori precedentemente occupati dai leoni. Un po’ quello che sta accadendo oggi nella sovrappopolata Africa Nera: aumenta la popolazione umana, diminuisce l’habitat degli animali; i predatori vengono costretti a cacciare gli animali da allevamento, dunque le persone si sentono di avere il diritto di ucciderli. Si tratta di un circolo vizioso, una tragica catena mortale.
romaniGli Egizi ne proibivano la cattura, in quanto il leone era il volto della dea della guerra Sekhmet. A Giza, inoltre, si erge imponente la sfinge col volto da leone… Berbero, ovviamente. I Romani, al contrario, ne fecero una strage indiscriminata. Migliaia di esemplari, ogni anno, venivano catturati e portati nelle varie terre dell’Impero, per venire uccisi nelle arene. Figuratevi che ne sono stati rinvenuti due teschi in Inghilterra. Erano lo spettacolo di allora. Inoltre venivano attaccati al carro dell’Imperatore, come fossero cavalli.
Oltre a questo, i Romani deforestarono in massiccia quantità le foreste nordafricane, riducendo ulteriormente l’habitat dei leoni, per far posto a terreni agricoli.
leo1I leoni berberi che riuscirono a sopravvivere alla strage romana, vennero definitivamente cancellati dalla faccia della Terra a seguito dell’introduzione delle armi da fuoco. Si presume che si siano estinti allo strato brado nel 1922, quando un francese non ebbe altro da fare che sparare all’ultimo leone.
A Torino è conservato un esemplare imbalsamato.
Ad oggi si possono ancora ammirare in cattività, in qualche zoo in giro per il mondo. In tutto dovrebbero essere una sessantina di esemplari. Si pensava si fossero estinti del tutto, ma poi si scoprì che il sultano marocchino Mohammed V ne teneva alcuni in giardino. In Marocco, attualmente, uno zoo ne ospita trenta (in parte ibridi, poiché geneticamente presentano molte differenze rispetto all’originale); proprio lì l’anno scorso sono nati tre cuccioli. Se ne possono ammirare altri nello show televisivo “The lion man” (trasmesso in Italia da Sky), girato in uno zoo della Nuova Zelanda.
I progetti di reintroduzione in natura sono sinora falliti a causa di mancanza di fondi.

leospelaeaMa i leoni non si trovavano soltanto in Nord Africa. Facciamo un passo indietro! Già prima dell’era glaciale, il leone era diffuso non solo in Africa (e intendo dire tutta l’Africa), ma anche in Medio Oriente, Europa  (Panthera spelaea) compresa l’Italia, Asia e – udite udite – anche in Nord America (Panthera atrox).
La foto che potete vedere qui sulla sinistra riguarda la ricostruzione di un Panthera spelaea ritrovato in Italia, a Piacenza. Ne è stato ritrovato il cranio, risalente a 60.000 anni fa.

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Fonti e approfondimenti:
Storia del leone – ASAE Onlus
Panthera leo leo – Wikipedia
A Rabat gli ultimi esemplari del leggendario leone dell’Atlas – Yahoo! Notizie
Il leone dell’Atlas – Continentenero.it

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