5.000.000 di morti.

Per fabbricare alcuni pezzi degli apparecchi elettronici – cellulari, tablet, computer, etc. – c’è bisogno di un metallo chiamato coltan, da cui si estrae il tantalio (un metallo raro e resistente). Ora, la maggioranza del coltan estratto a livello mondiale proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, Paese devastato da ormai 15 anni da una sanguinosa e violenta guerra civile.

Il tantalio serve, sostanzialmente, a far consumare meno energia all’apparecchio elettronico.

L’estrazione illegale del coltan – ma anche di diamanti, e varie materie prime – finanzia i gruppi armati (che si impadroniscono delle miniere), e coinvolge aziende di tutto il mondo, che ricevono il materiale contrabbandato tramite gli intermediari europei.

I minatori,  che si trovano spesso in regime di semi-schiavitù, vivono nel terrore dei guerriglieri, che non di rado si divertono ad uccidere qualche minatore. Inoltre, il coltan è un materiale radiattivo (in quanto contiene uranio): i minatori lo estraggono a mani nude, sviluppando di conseguenza tumori e altre malattie.

Aziende come Apple, Samsung e Nokia hanno promesso di non acquistare più tantalio dal Congo.
Il prezzo del coltan varia negli anni, prima del boom dell’elettronica costava 2 $ al kg, negli ultimi anni invece ha toccato i 100 – 600 dollari.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha affermato chiaramente che ci sia un legame diretto tra l’estrazione delle materie prime e il protrarsi del conflitto armato in Congo. Si stima siano morte cinque milioni di persone.


Per approfondire:
Documentario “Blood in the mobile” (2010). Trailer:

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