Negli ultimi anni il traffico internazionale di avorio è aumentato, lo confermano i sequestri di zanne e l’ingente uccisione degli elefanti da parte dei bracconieri: 25.000 elefanti uccisi lo scorso anno, ma la cifra effettiva potrebbe ammontare al doppio. Le tonnellate sequestrate ammontano a 31,5, ma l’Interpol sostiene che solo il 10% del traffico illegale di avorio venga intercettato. Una zanna vale 5.000 €, ossia 10 anni di lavoro di un operaio medio keniano.

Per cosa muoiono gli elefanti? L’avorio viene impiegato ad esempio per fabbricare tasti di pianoforte, scacchi, oggetti vari ma soprattutto oggetti sacri. In alcuni Paesi asiatici c’è la credenza per cui l’avorio scacci gli spiriti maligni, dunque viene impiegato in amuleti anche piuttosto costosi. In Cina viene usato persino per le custodie dei cellulari, in Giappone per i timbri tradizionali.
Nel 1989 è entrato in vigore il trattato internazionale che vieta il commercio di avorio. La convenzione CITES, che si occupa di preservare le specie animali a rischio di estinzione dal pericolo del commercio illegale internazionale, conta 175 Paesi aderenti; tra questi però non figura il Vaticano, che pur ha sottoscritto accordi contro traffici illegali quali quello della droga, ma non quello dell’avorio. Di conseguenza non è tenuto rispettare il divieto di commerciarlo.
I maggiori sequestri di avorio avvengono in Cina, Thailandia, Hong Kong, Taiwan, Vietnam, Filippine, e altri Paesi asiatici.  La domanda è in aumento.
Nelle Filippine ad esempio, se si vuole esportare dell’ avorio, basta che il Museo nazionale ne attesti l’antichità (spesso presunta), e in questo modo si aggira il divieto di commercio, dichiarando che l’oggetto risale a prima del divieto. I maggiori clienti sono i preti, che comprano crocifissi e statuette sacre d’avorio. Tuttavia i fornitori d’avorio sono principalmente musulmani, che hanno contatti con l’Africa. I trafficanti usano diversi metodi, tra cui dipingerlo di marrone spacciandolo per legno, si tratta di persone che non di rado hanno contatti con gli uffici doganali, aziende di trasporti internazionali e guardie forestali dei parchi africani.
Anche i bracconieri usano diverse tecniche, ad esempio avvelenano gli elefanti (lasciano loro da mangiare delle angurie avvelenate), per non insospettire i ranger, cosa che invece succede quando crivellano di mitra tali animali.
In Cina il mercato dell’avorio è destinato a crescere, esistono dozzine di fabbriche che lo lavorano e centinaia di rivendite, nonché corsi universitari per formare i nuovi intagliatori d’avorio.

Fonti e approfondimenti:
Inchiesta speciale del National Geographic
Sito ufficiale CITES

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