È stato diffuso oggi dalla FAO – l’agenzia delle Nazioni Unite che monitora la situazione della fame del mondo – e da altre due agenzie ONU, il rapporto “State of Food Insecurity in the World 2012” (SOFI), ossia un quadro aggiornato sull’insicurezza alimentare nel mondo, analizzando dati relativi agli ultimi venti anni.

Ecco qualche cifra interessante.

I bambini che ogni anno muoiono a causa della fame sono 2,5 milioni. Le persone sottonutrite sono 868 milioni: dei quali 852 si trovano nei paesi in via di sviluppo (in media soffre la fame il 15% della popolazione di tali paesi), mentre i restanti 16 milioni si trovano nei paesi sviluppati.

In Asia le persone che soffrono la fame sono diminuite del 30% (563 milioni, ossia il 13,9% della popolazione), anche a causa dello sviluppo di alcune regioni asiatiche.
Anche in Sud America gli affamati sono diminuiti (49 milioni, 8,3% della popolazione), ma la velocità in cui tale tasso diminuisce va via via rallentando.
Situazione diversa in Africa, dove gli affamati invece vanno aumentando: sono oggi 239 miloni, rispetto ai 175 del precedente rapporto. Parlando del 22,9% della popolazione, possiamo affermare che una persona su quattro soffre la fame.

Negli anni passati, gli affamati nei paesi ricchi erano in diminuzione, mentre negli ultimi anni – anche a causa della crisi economica – il trend è cambiato: se ne contano 16 milioni nel 2010-12, ossia tre milioni in più rispetto al biennio 2004-06. Nel biennio 1990-92 vi erano 20 milioni di affamati, da allora l’andamento andava diminuendo, sino all’inversione di tendenza rilevata appunto dall’ultimo rapporto.

Come ridurre la fame e la malnutrizione? Il rapporto evidenzia che una crescita generale sia necessaria ma non sufficiente per ridurre la fame in maniera sostenibile. La crescita del settore agricolo è efficace nel ridurre fame e malnutrizione nei paesi poveri, poiché il sostentamento della maggioranza dei poveri dipende dall’agricoltura. Una crescita agricola capace di coinvolgere soprattutto i piccoli contadini e le donne è lo strumento più valido per ridurre la fame e, al contempo, creare posti di lavoro per i poveri.

Diminuire la fame non significa solo aumentare la quantità di cibo, ma anche la qualità di quest’ultimo, come i valori nutrizionali.

Mentre circa 870 milioni di persone soffrono la fame, dall’altro lato aumenta l’obesità nei paesi ricchi, dove 1,4 miliardi di persone sono in sovrappeso.

Per approfondire:

Sito dell’agenzia FAO
Download del rapporto completo SOFI (disponibile in: Inglese, Francese, Spagnolo, Arabo, Cinese, Russo).

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Una risposta »

  1. Anonimo ha detto:

    Triste e soprattutto vera conclusione di questo articolo che mi ha colpito molto, Paesi ricchi come l’America che vanta oltre il 30% di obesità e come hai detto tu dall’altra parte milioni di persone muoiono di fame…è dura purtroppo.

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