Voglio parlarvi di una bambina che ho conosciuto presso l’orfanotrofio di Migoli.
Si chiama Hirin, e potete guardarla nella foto che si trova qui sulla sinistra.
La sua pelle bianca spicca in mezzo a quella color ebano dei bambini intorno a lei. Nella foto, alcuni bambini guardano l’obbiettivo della macchina fotografica, altri osservano i palloncini: tutti stanno osservando qualcosa. Tranne Hirin. Lei no, non sta guardando nulla: ha gli occhi chiusi. La giornata è serena, c’è il sole: proverebbe solo dolore, se volgesse lo sguardo da qualche parte. Il suo corpo è avvolto in abiti dalle maniche lunghe, vestiti che possano coprire la sua pelle; perché basta scoprirla anche solo un po’, e le compariranno delle brutte piaghe qua e là. Soffre, Hirin. Spesso si sentirà emarginata. Sarà davvero orfana come gli altri bambini, o i suoi genitori l’avranno abbandonata? Questo non lo so, ma non bisogna escludere la seconda possibilità. Suppongo che la piccola comunità della missione la tenga protetta, lontano dalla stregoneria e dai pregiudizi. Ma quando un giorno Hirin uscirà dalle porte della missione, quanta crudeltà dovrà patire?

La stregoneria è ancora largamente diffusa in Africa, e le persone albine risentono fortemente di questi pregiudizi: ne vengono uccisi.

Ad oggi infatti, antichi riti della Tanzania – ma anche di altri Paesi, come lo Zimbabwe – permettono agli stregoni di uccidere gli albini e farne a pezzi il corpo. I loro organi vengono cotti in pentola dagli stregoni, che ne preparano presunte pozioni magiche.

Gli albini vengono violentati, uccisi, fatti a pezzi e scuoiati. Altre volte i loro cadaveri vengono riesumati, e i loro vengono estratti per preparare delle pozioni magiche. Le donne vengono violentate perché secondo alcune credenze, violentandole, lo stupratore guarirebbe dall’AIDS.

Scusate la crudezza, ma è inutile fare giri di parole: bisogna denunciare queste cose, non viviamo affatto in un mondo ovattato. Inoltre, a peggiorare le cose, c’è il fatto che la Tanzania è uno dei Paesi con la più alta percentuale di albini rispetto alla popolazione totale, si stima che ve ne siano 270 mila su 40 milioni di abitanti.

Nascere albini in Tanzania è un supplizio, anche solo per il fatto di avere la delicatissima pelle esposta sotto il sole africano, con conseguenti scottature e piaghe perenni, spesso anche tumori.
Gli albini sono vittime di crudeltà e razzismo, vengono chiamati “demoni”, “fantasmi”, e chissà in quanti altri modi. Non riescono a trovare lavoro, la gente sputa per terra al loro passaggio.
Gli omicidi denunciati ogni anno sono diverse decine, ma si stima che quelli non denunciati superino il centinaio di vittime all’anno.

Ti auguro di vivere una vita felice, lontana da razzismo e crudeltà, Hirin.
Buona fortuna, ne avrai bisogno.

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  1. Associazione MEDEA ha detto:

    Ciao Elisa ho appena scoperto il tuo Blog ed è davvero interessantissimo. La nostra Associazione è sempre attenta alla difesa delle donne, bambini, natura e animali…..quindi da oggi in poi posterò tutte le tue notizie per far conoscere a tutti quello che succede nel mondo. un saluto Medea

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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