12 agosto 2011

Ultimo giorno in Africa. Di già!

Dopo aver sceso le valigie nella hall, per lasciarle lì sino al nostro ritorno nel pomeriggio, abbiamo fatto colazione in albergo, tra i tanti missionari e volontari che si trovavano anche loro lì.

 Ci siamo recati presso il mercato dell’ebano, una piazzetta in cui si trovano tanti negozietti di statuette e oggetti vari in ebano, tinga tinga (i dipinti), e altro artigianato locale. Lì ho comprato una collana e un bracciale in ebano. Ma c’era da uscir pazzi! Per arrivare al prezzo finale di un oggetto bisognava contrattarne il costo talmente tante volte che alla fine si diventava isterici.

Poi abbiamo chiesto a Pedro di portarci in un negozio chiamato “African art”, gestito da un italiano che commercia oggetti piuttosto particolari. Giunti lì davanti, abbiamo letto su un cartello che il negozio si era trasferito presso un centro commerciale.

Siamo dunque andati presso questo centro commerciale, Mlimani City Shopping Mall, che era proprio come quelli occidentali, con negozi di abbigliamento, telefonia, etc.

Trovato il negozio che ci interessava, ho acquistato una t-shirt molto divertente – Learn Swahili, “Impara lo Swahili” –  con delle parole Inglesi tradotte appunto in Swahili. La indosserò lungo il viaggio di ritorno!

Mentre io ero intenta ad acquistare la maglietta, le altre sono andate in un supermercato contenuto lì dentro a comprare alcune cose da mangiare. Quindi ci siamo rimessi in macchina e abbiamo proseguito per Kipepeo beach. Durante il viaggio abbiamo mangiato dei panini con niente meno che salumi Fiorucci. Salumi italiani, non mi sembrava vero!

Kipepeo beach è una spiaggia, con annesso villaggio turistico, che si trova su una penisola di Dar es Salaam. Per arrivare più velocemente su questa penisola bisogna imbarcarsi con le auto su un affollato traghetto, che  di continuo fa la spola tra le due rive.

Il resort sulla spiaggia è frequentato perlopiù da turisti stranieri, europei e americani. Vi erano degli ombrelloni in paglia, che mi ricordavano tanto i tetti delle case dell’entroterra, associazione che mi ha dato un po’ fastidio, perché mi veniva da contrapporre tale lusso al mese trascorso in missione. Abbiamo pranzato qui, io ho preso un’insalata.

Successivamente siamo andati al mercato ittico di Dar es Salaam, un posto che somiglia un po’ all’inferno dantesco, con fumo e fiamme ovunque. Persone che friggono polpi, altri che essiccano distese enormi di sardine (forse le stesse che tempo fa ho visto ad Iringa) etc. La puzza, poi, farebbe resuscitare anche i morti.

Abbiamo comprato delle stelle marine che vengono pescate chissà dove, dalle brillanti tonalità di rosso.

Terminato questo giro, siamo ritornati in albergo, dove ci siamo lavati a turno (avevamo a disposizione una sola camera, le altre le avevamo dovute sgomberare). Poi abbiamo cenato in albergo e infine ci siamo avviati con Pedro verso l’aeroporto.

Durante i controlli in aeroporto, un uomo mi ha aperto la valigia per vedere cosa ci fosse dentro, forse ha toccato qualche oggetto duro in ebano, ma dopo aver aperto il mio borsone ha visto un paio di sacchetti contenenti erba essiccata, nient’altro che tè che mi aveva regalato Suor Rita l’altra sera. Ho pensato: “Ora vuoi vedere che gli sembra droga?!”.
Sarebbe stato il colmo, ma per fortuna mi ha lasciata andare.

Siamo partiti dopo le 2:00 di notte, destinazione El Cairo.

Arrivederci, Tanzania.

Annunci

COMMENTA

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...