30 luglio 2011

Oggi ho lavorato solo qualche ora in quanto non mi sentivo tanto bene. Per fortuna ci stanno aiutando due postulanti, Taresila ed Euphrasia. Ho dunque cercato di supplire alla mia defezione rendendomi utile in altri modi, ossia aiutando le suore nella preparazione del pranzo.

Di pomeriggio ho preparato una focaccia ripiena insieme a Sr. Grace, una suora simpatica e minuta, sui 27 anni, che si occupa appunto della cucina. A casa mia faccio spesso delle focacce ripiene, ma qui naturalmente mi sono dovuta adeguare agli strumenti che abbiamo a disposizione. Ci siamo impegnate molto, anche cambiando spesso il ripiano della teglia, ma alla fine la focaccia è venuta un po’ cruda sotto. Meglio di niente.

Continua a mancare la luce. Ne consegue che, alla lunga, non esca acqua dal rubinetto. Sembra che non riusciamo proprio ad emanciparci rispetto al secchio! Vero è che continuiamo a farci la doccia con il solito sistema secchio – cannata, ma per lavarci i denti e la faccia usiamo il lavandino. Sempre che la Tanesco (ossia l’ente che distribuisce l’energia elettrica) collabori.

Prima di cena ho fatto un giro nell’orto delle suore, mi piace fare brevi passeggiate qui: raccolgo i miei pensieri, osservo il vento infrangersi contro gli eucalipti, do qualche occhiata agli animali. Mi fa sentire meglio.

Passeggiando nell’orto ho notato dei fiori su degli alberi di pesco (anche questi, suppongo, provenienti dall’Italia). Dato che qui, nell’emisfero sud, le stagioni sono – per dirla in maniera grossolana – al contrario rispetto alle nostre, è curioso osservarne i segni. Il pesco, qui, è in fiore: è primavera.

Peccato che ci sia un piccolo stormo di corvacci che sembra essersi stabilito qui, senza l’intenzione di andarsene. Si nutrono di ciò che trovano nell’orto, comprese le pannocchie messe ad essiccare al sole. Pestando le pannocchie viene poi fatto l’ugali, una sorta di polenta di cui si nutre molto spesso la popolazione. Le suore, in particolar modo, sembrano non mangiare altro che ugali con verdura o con fagioli, pane fatto da loro, e bere chai. Per noi preparano i migliori piatti, ma loro si accontentano sempre e solo di ugali. Un giorno a Migoli chiesi di averne un po’, sia per la curiosità di assaggiarlo, sia per rendermi partecipe del pasto delle suore: non è male, specie se unito all’ottima verdura che coltivano qui.

Ma ditemi, non vi sembra il colmo che la suora adetta alla cura dell’orto si chiami proprio Sr. Rustica?! Sul serio.

Annunci

COMMENTA

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...