21 luglio 2011

Dopo aver fatto colazione, siamo saliti sulla Toyota e, accompagnati da Sr. Fulgenzia e baba Upendo, siamo partiti in direzione Iringa. Durante il viaggio ho scattato qualche foto alle persone che via via comparivano lungo la strada: donne con abiti dai colori sgargianti (nonché sempre con qualcosa di ingombrante in testa), Masai con le lance in mano, etc.

Abbiamo finalmente scambiato i nostri Euro in Shillings. Ammetto che quelli trascorsi in banca siano stati momenti di particolare tensione, in quanto mi è stato riferito che quando un bianco viene visto entrare in una banca, è una calamita per malfattori; e se quest’ultimi si trovano in zona, può capitare che si avvii un passaparola tra di loro.

Mentre eravamo allo sportello della banca, ed uno di noi stava seguendo le operazioni, un ragazzo si è avvicinato mostrando una forzata indifferenza, ma in realtà era chiaro che stesse guardando quanti soldi stessimo scambiando. Il collo gli era diventato più lungo del normale, talmente l’aveva sporto per osservare lo scambio. Ad un certo punto l’impiegata gli ha chiesto cosa volesse, e costui si è allontanato. Chiamatemi fifona, ma in cuor mio non vedevo l’ora di andarmene da lì.

Finite le operazioni di cambio, ci siamo recati presso il mercato ortofrutticolo di Iringa. Quale meraviglia! Si tratta di qualcosa di veramente insolito per un visitatore occidentale. La merce è esposta con criteri davvero artistici. Arance messe in fila, patate che formano quasi dei muri, pomodori disposti a piramide.

Appena siamo arrivati, diversi venditori sono venuti incontro a Sr. Fulgenzia, sapendo che lei compra grandi quantità di frutta e verdura, poiché c’è da sfamare un’intera missione (noi compresi). Ma la nostra “mama mkubwa” gestisce le compravendite in maniera davvero encomiabile, non si fa fregare da alcun venditore! Esige il prezzo giusto, osserva qualsiasi frutto i venditori le mettano nelle ceste, pronta a difendersi quando questi vi infilano dei frutti marci. Tanto di cappello.

Dopo aver comprato la dose di frutta e verdura necessaria per una settimana, siano ritornati in missione. Durante il viaggio mi sono emozionata guardando la Rift Valley, ma questa non è una novità.

 

 

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